Rise of the Tomb Raider su PlayStation 4 – Le nostre impressioni a caldo

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Grazie a Crystal Dynamics e Koch Media che ci hanno fornito una copia del gioco in anteprima, abbiamo avuto modo di provare Rise of the Tomb Raider su PlayStation 4 con un po’ di anticipo rispetto al day one. Ecco le nostre impressioni a caldo!

Premettiamo che abbiamo già giocato e completato al 100% Rise of the Tomb Raider lo scorso anno su Xbox 360, quindi abbiamo facilmente verificato l’abisso che separa le due versioni, graficamente parlando. Inoltre, la versione PS4 è stata fatta girare su una normale PS4 standard, quindi non abbiamo avuto modo di testare il 4k né, purtroppo, il supporto PlayStation VR.

La prima sorpresa non appena inserito il disco di gioco è un bell’aggiornamento di 2,095 GB, per ottenere la versione 1.0.3.

Terminato l’aggiornamento, la curiosità ci ha portati a dare un’occhiata alla lista dei trofei. Sapevamo già che i nuovi DLC avrebbero aggiunto trofei alla lista originale presente su Xbox e PC, ora sappiamo anche quanti e quali sono: 10 per la parte ambientata nel Maniero Croft + 13 per la modalità Stoicismo co-op. Ci sono inoltre alcuni trofei aggiuntivi nella modalità storia, non presenti nelle versioni Xbox e PC. Il totale di trofei da raccogliere su PlayStation 4 è di 125, platino compreso.

Dopo le prime schermate di registrazione/accesso a Square Enix e di settaggio della luminosità, un avviso ci informa che il Maniero Croft sarà disponibile solo dopo aver raggiunto le Lande Siberiane. Ok, quindi dobbiamo proprio iniziare a giocare!

Ma prima ancora, essendo la versione “Celebrazione dei 20 anni” completa di tutti i DLC, il gioco ci informa anche che abbiamo ottenuto tutti i contenuti aggiuntivi. Anche il negozio brilla di un tot di contenuti nuovi, quindi andiamo a scaricarli per iniziare il gioco già completo di tutto.

Dal momento che si tratta di pacchetti di carte, legati ai vari contenuti aggiuntivi, è molto probabile che vedrete sbloccarsi il primo trofeo del vostro Rise of the Tomb Raider: “Collezionista” per aver collezionato 150 carte. Complimenti! Un trofeo ottenuto senza alcuna fatica (così ne rimangono solo 124, contenti?).

Finalmente possiamo iniziare davvero il gioco. Ovviamente lo sguardo cade subito sul nuovo livello di difficoltà, non presente nella prima versione del gioco: “Sopravvivenza Estrema“. Come avevamo già anticipato qualche mese fa, questa modalità è un livello di difficoltà estremo. Richiede infatti di giocare Rise of the Tomb Raider con moltissime limitazioni e complicazioni:

 

  • La mira assistita è disabilitata
  • La rigenerazione della salute è disabilitata
  • I nemici hanno più salute e infliggono danni maggiori
  • I sensi dei nemici sono potenziati
  • Sono presenti nemici più difficili
  • Ci sono meno risorse e i potenziamenti sono più costosi
  • Il gioco salva solo agli accampamenti

 

Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration - Selezione difficoltà
Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration – Selezione difficoltà

 

Tutto questo sembra una risposta positiva alle richieste dei giocatori, soprattutto di vecchia data (tra cui ci sono anche io che vi scrivo), che chiedevano un Tomb Raider più difficile e con uno stile “anni ’90”, ossia non più con i checkpoint, ma con i salvataggi manuali in determinati posti.

Ebbene: eccoci accontentati!

Ma in questo momento dobbiamo solo testare il gioco, quindi una modalità semplice va benissimo e scegliamo “Esplorazione”, una via di mezzo con mira assistita disabilitata ma nemici con forza e resistenza normale.

Il gioco inizia con una cut-scene che graficamente non mostra grosse differenze rispetto alle altre versioni del gioco (anche su Xbox 360 le cut-scene erano in HD, mentre la grafica in-game era ovviamente meno dettagliata).

Non appena si riprende il controllo di Lara gli effetti di luce e della neve colpiscono lo sguardo, ma il livello grafico non è poi molto diverso da quello che ROTTR aveva su Xbox One e su PC. Ovviamente invece la differenza dalla versione Xbox 360 si vede eccome. In questa fase iniziale si nota subito sul ghiaccio, dove la superiorità di definizione e dei riflessi di luce è palese.

Ma le recensioni della parte “storia” di Rise of the Tomb Raider sono già in rete da un anno… quindi cosa ci facciamo qui? Vogliamo la Croft Manor! Ebbene, bisogna aspettare di arrivare alle Lande Siberiane come già detto, quindi andiamo avanti con la storia e aspettiamo di poter finalmente visitare casa di Lara!

 

IL MANIERO CROFT

 

Arrivare alle Lande Siberiane è una strada molto veloce, si tratta solo di completare le prime due aree del gioco. Dopo la Siria infatti un lungo filmato mostrerà Lara con Jonah all’interno del Maniero Croft.

Terminato il filmato inizierà il livello “Lande Siberiane” ed è a questo punto che il Maniero sarà giocabile, tornando al menù principale e selezionando “Maniero Croft” dalla lista.

Ora si potrà scegliere di giocare una delle due storie: “Legami di sangue” oppure “L’incubo di Lara”. Per chi possiede il PlayStation VR, sarà selezionabile una terza opzione a lui destinata, che permetterà di giocare “Legami di sangue” con il supporto VR.

Prima di parlarvene un po’ nel dettaglio, senza spoiler ovviamente, vi sveliamo subito che le due storie vi impegneranno per diverse ore, cosa che purtroppo non è sempre vera quando si parla di DLC.

LEGAMI DI SANGUE

 

Rise of the Tomb Raider - Legami di sangue
Rise of the Tomb Raider – Legami di sangue

 

Come avevamo già anticipato nei precedenti articoli, “Legami di sangue” consente una completa esplorazione vecchio stile, senza azione ma con molti elementi da scovare per poter proseguire. Perfetto per gli estimatori dei Tomb Raider old-old-gen, che troveranno anche diverse altre chicche e piccole citazioni del passato della serie…. piccoli particolari che faranno sorridere e forse un po’ emozionare i fans di vecchia data.

Esplorando il Maniero, Lara troverà molti oggetti che sveleranno qualcosa del suo passato e del suo legame con il padre e la Madre, Richard e Amelia. Alcuni oggetti riveleranno anche particolari su altri membri della famiglia e su altri personaggi che abitavano il Maniero…

Non si può dire che sia particolarmente difficile da risolvere, almeno non nelle fasi iniziali. Anche perché ogni elemento con cui si può interagire viene automaticamente illuminato, quindi è quasi impossibile perdersi qualcosa. Alcune zone e alcuni oggetti però non sono immediatamente esplorabili o utilizzabili e questo consente di ampliare l’esplorazione.

La parte più complicata si ha dopo aver trovato tutti gli indizi necessari per scoprire la combinazione che apre la cassaforte di Richard, il padre di Lara. Gli indizi sono da interpretare e bisogna tenere in considerazione diversi documenti ed oggetti trovati, rapportandoli tra loro. Anche una volta scoperta la combinazione, il gioco non termina ma permetterà al giocatore di usare ancora un po’ il cervello per proseguire, scoprendo una longevità inaspettata e un crescendo di scoperte e di collegamenti con il passato della serie e con la “vecchia” Lara.

Che dire? Volevamo di nuovo un Tomb Raider con i rompicapi, ed eccolo qui! Anche se solo in un DLC, ne vale assolutamente la pena (e non vi preoccupate, se non ne venite a capo, come sempre a breve qui sul sito ci sarà la soluzione!).

Le ambientazioni sono sicuramente affascinanti, complici anche gli effetti sonori come la pioggia incessante e i giochi di luce, mentre la storia consente di entrare un po’ di più nel mondo di questa nuova Lara del reboot (visto che della Lara old-gen ormai sapevamo praticamente tutto…).

Si integra perfettamente nella storia principale, in quanto caricando “Legami di sangue” appena disponibile, gli indizi e le informazioni che si scoprono all’interno del Maniero aggiungono elementi alla storia, senza rivelare niente della trama che si svilupperà nei livelli successivi di gioco.

Piccola pecca nel doppiaggio italiano, dove i soliti fiati che si sentono in tutto il gioco vengono inseriti anche all’interno del Maniero. Quindi ci si ritrova con  una Lara ansimante anche mentre cammina tranquillamente tra stanze e corridoi.

Ma in conclusione, l’unico aggettivo che mi viene per descriverlo è: BELLISSIMO.

 

 

L’INCUBO DI LARA

 

Rise of the Tomb Raider - L'incubo di Lara
Rise of the Tomb Raider – L’incubo di Lara

 

A differenza di “Legami di sangue”, il secondo DLC è una vera e propria Spedizione, ossia una delle modalità aggiuntive di gioco. Potrete pertanto applicare le carte per dotare Lara di bonus, oppure per dotare i nemici di bonus… cosa che vi renderà la vita più difficile ma che vi farà guadagnare più punti. Potrete inoltre selezionare il livello di difficoltà: maggiore è il livello, maggiori sono i punti vinti ad ogni uccisione.

Tra le carte selezionabili saranno anche presenti quelle per assegnare a Lara la skin di una Lara old-gen, come quella di Angel of Darkness, oppure quella di Tomb Raider 1 e 2.

Come le altre modalità Spedizione, sono disponibili speciali Sfide, ossia obiettivi da raggiungere durante la partita, che permettono di aumentare ulteriormente i crediti ottenuti a fine partita. Alcuni esempi: effettuare una serie di uccisioni, completare il livello senza subire danni, colpire un determinato numero di nemici alla testa, e così via.

L’inizio della partita è simile a quella di “Legami di sangue”, ma si paleserà subito una grossa differenza di ambientazione. Lara stessa si renderà conto di sognare e di non riuscire a svegliarsi dall’incubo.

Anche il punto di inizio è differente: si inizierà infatti nei pressi della Biblioteca.

Scopo del gioco: sopravvivere agli attacchi degli spiriti maligni, aggressivi e armati, che infestano il Maniero Croft. Una volta abbattuti essi saranno come qualunque altro nemico della modalità storia, sarà quindi possibile depredarli. Lara inoltre è già dotata di pila, coltello e di pistola dall’inizio. Saranno anche disponibili proiettili e attrezzature in giro nei corridoi.

Oltre ai nemici “normali”, che tra loro comunque presenteranno alcune differenze di equipaggiamento, compariranno anche i “teschi furiosi”, ossia ulteriori spiriti, più forti e fluttuanti, ovviamente a forma di teschio. Obiettivo della missione è eliminarli tutti.

Nel caso in cui Lara morisse, il livello ricomincerà in una posizione casuale della residenza e i contatori delle eliminazioni dei teschi e degli obiettivi per le sfide verranno tutti azzerati. Potrete quindi ritentare quante volte volete. Anche gli oggetti cambiano posto, così come i teschi da eliminare. Pertanto sarete sicuri che ogni partita sarà diversa dalle altre.

Questa modalità inoltre, avendo parecchi nemici, vi potrebbe tornare molto utile se siete cacciatori di trofei: anche giocando una o due partite vi capiterà sicuramente di ottenere alcuni dei trofei “normali”, ossia non quelli relativi esclusivamente a questo DLC.

Tra la luce bluastra, le risate sataniche, il rumore del temporale e le voci misteriose, l’atmosfera è decisamente horror, piuttosto che avventurosa o misteriosa. Ma lo scopo di questo DLC è esattamente quello di offrire un’esperienza adrenalinica in stile horror, quindi obiettivo raggiunto.

 

 

LE SKIN

 

Rise of the Tomb Raider - Le skin di Lara old-gen
Rise of the Tomb Raider – Le skin di Lara old-gen

 

A proposito delle skin i giocatori sicuramente saranno divisi su due fronti netti: chi pensa che vedere la Lara old-gen nel reboot sia qualcosa di completamente stonato, chi invece pensa che sia una cosa divertente e un bell’omaggio alla “vecchia” Lara.

Personalmente mi sento più vicina al non vedere di buon occhio la Lara old-gen immersa in questa ambientazione. Lo stile dei Tomb Raider anni ’90 era molto diverso, Lara era diversa, e soprattutto le skin non sono semplici abiti da far indossare a Lara, sono i veri e proprio modelli originali dell’epoca, eccezione fatta per il completo “Antartide”, che è quello con la giacca arancione di Tomb Raider III, ma che viene indossato dalla nuova Lara.

Vedere quindi una Lara poligonale nel bel mezzo di un gioco dalla grafica mozzafiato, o una Lara Angel of Darkness con l’arco sulla spalla, suona davvero un po’ strano. Ci si aspetta quasi di vedere Lara chiedersi “ma io cosa ci faccio qui?”.

Restano comunque delle aggiunte simpatiche e un bell’omaggio al passato della serie, considerando anche il fatto che si possono utilizzare solo nelle modalità aggiuntive di gioco, dove ci sono già cose “buffe” come le carte “Lara con la testa grande” o la “bomba pollo”!

Per concludere…

L’ultima modalità nuova, introdotta con ROTTR: 20 Year Celebration, è la modalità Stoicismo co-op, che purtroppo non siamo riusciti a testare per problemi tecnici dei server Square Enix. Non appena avremo modo di testarla, ve ne parleremo su queste pagine!

Intanto, felice Day One a tutti i giocatori su PlayStation, ma anche a tutti coloro che scaricheranno i nuovi contenuti su PC e Xbox One!

 

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